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C arissimi fratelli Viviamo spesso la tenta-
zione di misurare il valore
e sorelle,
al termine di un mese delle nostre giornate da
vissuto con i giovani in casa quanto produciamo. Eppure,
parrocchiale approfondendo la Scrittura ci offre un’al-
il tema della fraternità e delle tra misura. Nel racconto di
relazioni e in un tempo che Genesi, Dio stesso si riposa di don Filippo
corre veloce e riempie le no- il settimo giorno: non per
stre agende di impegni, sento stanchezza, ma per contem- nuncia che diventano grandi
il bisogno di invitarvi a una plare e benedire. Il riposo è gesti d’amore. È in questi spazi
riflessione semplice e deci- parte della creazione, è spazio che ci sentiamo amati e impa-
siva: per ritrovarci, per volerci sacro in cui l’uomo ritrova sé riamo ad amare; è lì che la fe-
bene davvero, per essere felici, stesso e gli altri. Rinunciare licità, spesso cercata altrove,
occorre talvolta rinunciare a a qualche impegno, allora, si fa concreta e quotidiana.
qualcosa. Non tutto ciò che è non è debolezza: è sapienza. Non temiamo di dire qualche
urgente è importante; non tutto Quante incomprensioni na- “no” per poter dire dei “sì”
ciò che è possibile è necessario. scono dalla fretta! Quante pa- più grandi: sì alla comunio-
Il Signore ci ricorda nel Van- role dure vengono pronunciate ne, sì alla pace, sì alla gioia
gelo che “dov’è il tuo tesoro, perché non abbiamo tempo semplice dello stare insieme.
là sarà anche il tuo cuore”. Se di ascoltare! Andare d’accor- Il mondo ha bisogno di fami-
il nostro tesoro sono solo le do non è frutto del caso, ma glie e comunità riconciliate, ca-
attività, le scadenze, le presta- di una scelta quotidiana: sce- paci di testimoniare che la fe-
zioni, il cuore finirà disperso. gliere di fermarsi, di chie- licità non nasce dall’accumulo,
Ma se il tesoro sono le rela- dere scusa, di perdonare, di ma dalla condivisione.
zioni – la famiglia, la comu- sedersi attorno a una tavola Cari amici nelle celebrazioni
nità, l’amicizia – allora il cuore senza distrazioni. Scegliere della settimana santa affiderò
troverà casa. Anche Gesù Cri- di spegnere uno schermo ciascuno di voi al Signore, per-
sto, nei momenti decisivi, si per accendere uno sguardo. ché vi doni il coraggio di sce-
ritirava con i suoi discepoli, Vi invito, come comunità, a gliere ciò che conta davvero.
si fermava a tavola con gli custodire tempi comuni: la ce- Le nostre case diventino di-
amici, dedicava tempo all’a- na in famiglia, un momento more del Signore risorto, luo-
scolto e alla cura. Non aveva di preghiera condivisa, una ghi di accoglienza, di dialogo
paura di “perdere tempo” con visita a chi è solo, una dome- e di festa, dove ognuno possa
le persone, perché sapeva che nica vissuta senza l’assillo del sentirsi atteso, amato e felice.
quello era il tempo più fecondo. lavoro. Sono piccoli atti di ri- Con affetto
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